È la nuova generazione, quella senza età, dove il tempo si condensa nel «qui e ora» e lo spazio si manifesta sotto forma di pura energia. È la nostra generazione: quella di chi vuole far tacere, anche solo per un attimo, la mente — perché la mente, si sa, «mente» — per dare finalmente ascolto a tutto il resto.
Ascolto al nostro corpo, che non ha mai smesso di comunicare con noi attraverso l'unico linguaggio di cui dispone: la salute. Ci ha parlato per anni attraverso disturbi, intolleranze, allergie, fratture e ferite più o meno gravi.
Ascolto alla nostra parte invisibile, che possiamo chiamare anima, spirito, bambino interiore o con qualsiasi termine ci riconnetta alla nostra dimensione spirituale. La sua voce è passata attraverso il mondo immateriale delle emozioni, dell'umore, dei comportamenti alimentari, dell'ansia.
Ma noi, li abbiamo ascoltati? Se oggi siamo qui, significa che anche solo un timido sussurro è riuscito a fare capolino nel nostro cappello magico: il cervello. Non nella sua metà razionale, ma in quella legata all'intuito, una parte che facciamo fatica a sentire perché per troppo tempo è stata nascosta da un velo. Ognuno di noi ha il suo velo, la propria storia. Eppure, siamo stati capaci di andare oltre e di accogliere quel sussurro. Perché, al contrario di ciò che ci hanno abituati a credere, abbiamo fatto tutto il meglio che potevamo. E siamo stati immensamente bravi.
Ora è semplicemente arrivato il momento di sollevare il velo e riprendere in mano la propria storia.
Cominciamo?